Natura

Difesa, sostentamento e riproduzione sono le condizioni necessarie per la sopravvivenza in Natura. Per soddisfarle il mondo vegetale, ma soprattutto quello animale, adotta stimolazioni degli organi di senso che possono essere facilmente memorizzate e che producano una risposta immediata di attrattiva verso esemplari della stessa specie e negativa verso i predatori.

Ogni specie ha dovuto modificare colore, forma e comportamento sotto l’influenza dell’habitat che la circonda per continuare ad esistere: sollecitazioni cromatiche e visive, suoni, odori e movimenti diventano fondamentali per rispondere alle necessità imposte dal territorio.

Al colore è affidato un grande potere comunicativo nel mondo animale, rendendolo un carattere allestetico fondamentale; la livrea, il piumaggio e la forma di un animale diventano rilevanti in comportamenti come:

- la manifestazione

- l’occultamento

- l’inganno.

Molti pattern e colori derivati dal mondo animale vengono utilizzati anche dall’uomo nella comunicazione: ad esempio colori e pattern che indicano pericolo sono riprodotti nella segnaletica stradale e negli spazi industriali per indicare percorsi e zone di rischio. Un caso particolare dell’uso di queste combinazioni cromatiche è quello dell’Aeroporto di Milano Linate: tutta la grafica e gli interni sono basati sul colore giallo e nero. Se la segnaletica stradale esterna appare efficace grazie a questi due colori di richiamo dell’attenzione, ciò non avviene per gli interni, le sedute e le aree di sosta in breve tempo creano uno stato di ansia e agitazione ai viaggiatori e se questo può essere un vantaggio per evitare il sovraffollamento di quegli spazi, ciò non rende l’aeroporto uno spazio accogliente per chi vi arriva in uno stato già teso dal viaggio.

LA MANIFESTAZIONE: COLORE E PATTERN NEL MONDO ANIMALE.

I colori fanerici sono nel mondo animale dei segnali codificati che indicano velenosità, aggressività, tossicità, cattivo sapore o esercitano attrazione. Nel caso della manifestazione sono informazioni veritiere mentre nel caso dell’inganno vengono usate solo come travestimento.

Il segnale più chiaro sviluppato dall’evoluzione è quello che indica un soggetto velenoso/aggressivo, è un messaggio riconoscibile da molte specie perché utilizza una gamma di colori ridotta e il pattern è ben definito e continuo. Quando ci troviamo davanti ad un segnale di questo tipo, il nostro corpo ha istintivamente una reazione di paura e agitazione e solo in un secondo momento riesce a valutare la reale condizione di pericolo.

Il nostro occhio lo riconosce immediatamente grazie al forte contrasto fra segnale e fondo e alle linee nette: il colore di contrasto solitamente è molto scuro (nero o quasi) e segnalante varia dal giallo al rosso saturo, qualche volta il bianco, soprattutto nella visione notturna, e in acqua l’azzurro.

L’uso di disegni diversi permette di salvaguardarsi anche da animali che non possiedono una visione cromatica e quindi aumentano l’efficacia del messaggio.

Questo tipo di pattern è stato sfruttato anche dall’uomo per la segnaletica stradale e negli spazi industriali per indicare percorsi e zone di pericolo.

Altro segnale è quello della tossicità: aumentano i colori segnaletici e i tipi di pattern, la gamma si arricchisce di colori cangianti verdi e azzurri molto saturi e la definizione del disegno diventa a macchie ben definite.

Gli animali con questi colori sono facilmente riconoscibili, non sono commestibili e la certezza di non essere interessanti per i predatori li ha resi talmente tranquilli da perdere l’istinto della fuga.

Abbassandosi il grado di pericolo diminuisce anche la definizione della gamma cromatica, del disegno e di conseguenza anche il messaggio assume sfumature diverse legate a cattivo sapore, cattivo odore e acidità, fastidiosi per i predatori ma non mortali.

L’ultimo tipo di manifestazione di cui parleremo è quella attrattiva, solitamente a scopo riproduttivo.

Le livree, i piumaggi colorati di molti uccelli, i particolari movimenti, suoni e odori che il mondo animale utilizza nei periodi fertili fanno parte di questa manifestazione. I colori sgargianti, soprattutto il rosso, esercitano una forte attrattiva verso gli esemplari della stessa specie che riconoscono il richiamo e perdono aggressività verso l’altro sesso.

In casi particolari anche la luce può diventare un’arma di corteggiamento: alcuni granchi (fig.9) usano la grossa chela per riflettere la luce e attrarre la femmina o minacciare altri contendenti, oppure le lucciole che scelgono il partner in base al segnale luminoso che emette.

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